CURRICULUM VITAE: UNA STORIA A PUNTATE - Ep. I

1. Personal statement

Infinite modalità di compilazione invadono il web: ogni piattaforma ha la propria serie di consigli su come fare “bella figura” e sulla strategia più efficace da adottare. GIF vi propone un autentico kolossal dei vademecum sul CV di cui non potrete più fare a meno.


1. Personal Statement

 

Bilancio delle competenze?

In linea generale, noi di GIF, che di curricula ne vediamo moltissimi, ci limitiamo a tenere in considerazione un aspetto fondamentale: la persona è più importante di ogni cosa.

Prima di compilare il vostro CV, vi siete mai chiesti quale fosse il risultato di tutte le vostre fatiche, spese magari tra i banchi di scuola, dell’università o a fare i lavori che avete fatto per così tanto tempo? Soprattutto, cosa volete fare da grande? Per rispondere a queste domande, abbiamo certamente bisogno di fermarci un attimo e affrontare una pratica che ancora risulta sconosciuta. Il cosiddetto bilancio delle competenze, è uno strumento che deve precedere la stesura del cv: trovate qualcuno che vi aiuti a farlo. Compiere questa sorta di autoanalisi può diventare uno strumento utilissimo per fare il punto della situazione.

 

Il CV più veloce del West

Fondamentale per fare un sintetico resoconto della nostra esperienza formativa e lavorativa, diventa carta straccia se si presenta sotto forma di lungo ed insostenibile tema in classe. Il buon curriculum non dovrebbe superare le due pagine. Un recente studio britannico riporta che i datori di lavoro, non solo non leggono i curricula per intero, ma anche che sono disposti a dedicarvici al massimo 8,8 secondi. 

Andiamo per gradi e cerchiamo di fare il possibile affinché un annoiato datore di lavoro non si alleni a fare canestro con il nostro curriculum accartocciato.

 

Personal statement: cos’è?

Il più grande difetto del curriculum è che rischia di standardizzare molto l’essere umano: una lista piatta di ciò che abbiamo fatto in merito ad istruzione e lavoro non dice molto di noi. Presentatevi con la vostra aspirazione, fate capire chi siete. Usate il personal statement. Esso è il nome che diamo alla nostra più grande aspirazione. Esatto: il datore di lavoro è davvero interessato a cosa volete fare e a che ruolo ambite, viste e considerate le vostre competenze.  In più è consigliato firmare in originale, che è un elemento in più su di voi, e acconsentire al trattamento dei dati personali.

Facciamo l’esempio di Laura (il nome, naturalmente, è di fantasia). Lei ha una grande aspirazione: fare la sommelier. Allo stesso tempo, può vantare una laurea magistrale in Mediazione Linguistica, Turismo e Culture. Laura, quindi, sapientemente, ha iniziato a presentarsi così (riportiamo la parte superiore del suo CV):

 

 

Con un po’ di tempe determinazione, la nostra amica è stata assunta nel settore del commercio estero di un’azienda vitivinicolaLaura ha saputo auto-selezionarsi e concentrare tutte le sue attenzioni sulla sua formazione abbinata al suo percorso di studi. Laura inoltre ha provveduto a fornire una copia del suo CV riportandone la data perché in questo modo risulta chiaro che è una persona attenta e vuole che le sua competenze siano aggiornate.

Fine I parte.

Isabella Fregonese

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