CURRICULUM VITAE: UNA STORIA A PUNTATE - Ep.2

2. Il formato

Negli ultimi dieci anni Europass va per la maggiore e questo è un dato di fatto. Perchè tanto successo? Non sembra forse un formato poco originale e spersonalizzante? Scopriamolo insieme!


Europass: odi et amo

Dire che non funziona del tutto sarebbe un’affermazione pretenziosa: quel che è certo è che si tratta di un formato omologato e poco originale ma facilissimo da consultare. Non a caso, viene richiesto nell’ambito di bandi europei, progetti o istituzioni. In particolar modo, gli enti pubblici: ognuno ha la propria occasione per rendere attrattivo un formato che di per sé non lo è. Come? Con il contenuto.

 

Che tipo di formato usare, allora?

Quello che vuole l’azienda. Se l’azienda chiede Europass, mandate quello; se, invece, richiede personalizzazione, metteteci del vostro con un formato grafico o creativo. Se tenete sempre ben presente il formato che viene richiesto, nulla andrà storto: basta che sia chiaro.

 

Formati semplici, speciali, creativi, innovativi

Se volete lanciarvi nella ricerca di formati di CV, fate pure: ne troverete a centinaia. Il curriculum deve essere l’espressione di quello che voi siete e possibilmente in maniera sintetica, senza superare le due pagine (addirittura una basterebbe) e soprattutto chiaro, comprensibile: il formato che scegliete dovrebbe indicare chi siete con una sola occhiata. Nel caso di un formato standard, potereste personalizzare la lettera di presentazione che, in ogni caso non dovrebbe superare le dieci righe (clicca qui, link all’articolo sulla lettera di presentazione).

Particolarmente adatti a coloro che aspirano ad un ruolo nel mondo digitale, è il video curriculum. Contemporaneo ed innovativo, è sicuramente un mezzo self-promotion da affiancare al curriculum cartaceo (non si sa mai).

Questo non è un video ma un gioco interattivo creato da un programmatore, Robby Leonardi, che per rendere interattivo il suo CV, ha saputo dimostrare al meglio le sue competenze.

 

Quanti curricula?

Quanti ne servono, è la risposta. Ciascuno dovrebbe non solo mettere in evidenza dal punto di vista del personal statement ma anche dal punto di vista del formato, le skills che volete evidenziare.

Prendiamo l’esempio di un ragazzo che è laureato in graphic design che, per svariate ragioni, per molto tempo ha fatto il magazziniere. Il ragazzo avrà due curricula: uno da graphic designer e uno da magazziniere. Il primo punterà a mettere in luce le sue competenze di design, mentre il secondo avrà caratteristiche diverse che magari sottolineeranno le competenze sviluppate durante il periodo di lavoro come magazziniere.

 

Il dilemma del formato

Europass o non Europass? Questo è il dilemma. Prendiamo come esempio la storia di Marta.

Marta invia regolarmente curricula in formato rappresentativo delle sue competenze a piccole medie imprese, ma ai colloqui se lo sente sempre contestare perché considerato difficile da leggere. Forte della sue esperienza allora invia curricula in formato Europass alle grandi aziende multinazionali in cerca di web designer come lei. Risultato? Poco o niente. Nel primo caso, il curriculum era al di sopra della portata della piccola azienda; nel secondo caso, invece, non diceva nulla delle sue capacità.  Avete ancora dei dubbi?

Fine II parte.

 

Isabella Fregonese

 

         

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