MI PARLI DI LEI! - Il colloquio di lavoro

Un’ultima controllata al curriculum, giusto in tempo per scovare l’errore di battitura nel nome o nel cognome, farsi venire delle crisi insensate della serie “Ho dimenticato di inserire dove ho fatto l’asilo!” prontamente risolte da Google (o dal sito del GIF).



La routine è sempre la stessa. Sveglia ad un’ora consona, doccia rinvigorente, colazione dei campioni, la chiacchiera mattutina del televisore (di certo non nostra) e l’indecisione sulla cravatta da abbinare alla camicia, i capelli sciolti o raccolti, rossetto sì/rossetto no.

Di cosa stiamo parlando? Naturalmente, del temutissimo colloquio di lavoro e, dal momento che al GIF non ne sfugge   una, potete leggere l’articolo che abbiamo scritto su come fare colpo ancora prima di varcare la soglia dell’ufficio. Oltre alla buona educazione e la consapevolezza dei propri limiti e punti di forza, a volte si tende sottovalutare un momento saliente della chiacchierata con l’intervistatore, ossia quello in cui veniamo amichevolmente invitati a parlare di noi.

 

Sudori freddi. “Dunque…Ehm… Certo… Sono una persona solare...”

 

Benissimo. L’intervistatore ne è molto felice. Ma a dirla tutta, pochi considerano che proprio questo è il momento di dare voce alle vostre competenze, dimostrare se siete all’altezza, sintetizzare le vostre esperienze lavorative concentrandovi sulle più importanti (a seconda del grado di specializzazione ottenuto) e sulla formazione, soprattutto la più rilevante ai fini dell’assunzione.  

 

Non abbiate paura di essere voi stessi. La “buona impressione” passa anche attraverso questo. Fingere di essere chi non si è, può portare dei vantaggi immediati, senza dubbio; ma a lungo termine, potrebbe rivelarsi un grosso errore.

Una buona dose di onestà con una spolverata di franchezza può essere la ricetta vincente e... non dimenticate il linguaggio non verbale!

Guardate chi vi sta davanti, sedetevi comodi sulla sedia e siate composti. Incrociare le braccia sul petto potrebbe risultare un gesto di chiusura verso l’esterno: meglio tenere le mani in vista e adottare un atteggiamento accogliente e disponibile.

 

Niente panico. Nel caso in cui abbiate lavorato per tanti anni, avrete acquisito competenze trasversali che vi permetteranno di reinventarvi! Sarà sufficiente qualche informazione interessante su di voi evitando di divagare troppo, parlare in maniera distesa e fatevi vedere entusiasti dello spazio che vi si sta offrendo. Sorridete, date una bella stretta di mano, ringraziate e salutate. E…. In bocca al lupo!

 
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