VENDERE E’ COME GIOCARE
Ai venditori professionali piace
considerare la vendita come un gioco, come nel baseball: toccando tutte
le basi si conclude la vendita.
Mi diverto
di più e ho un
maggior successo finanziario
quando smetto di cercare
di ottenere quello che voglio io
e comincio ad aiutare gli altri
a ottenere quello che vogliono loro

Per
il raggiungimento della prima base: l’approccio professionale
Il successo di una trattativa di vendita è fortemente influenzato
dalle prime impressioni che il cliente riceve dal venditore e con l’approccio
si deve mirare a creare immediatamente un clima favorevole al proseguimento
del rapporto interpersonale.
Se non arrivate alla prima base con un potenziale cliente, il gioco è
finito ancor prima di cominciare. Per questo è importante sviluppare
e curare questa fase nei minimi dettagli.
Saper presentarsi e trattare con il cliente sono capacità che investono
il linguaggio del corpo e rispettano alcuni principi fondamentali.
Nel linguaggio del corpo viene fatta una distinzione tra linguaggio statico
e dinamico. Il primo riguarda la forma del volto, la conformazione fisica,
l’abbigliamento, gli ornamenti, il trucco, il taglio dei capelli
e della barba; mentre il secondo comprende lo sguardo e le espressioni
del volto, la distanza e la posizione, l’orientazione, i gesti e
i movimenti del corpo.
Nello sguardo il cliente deve trovare un riconoscimento
positivo, che legato ad un sorriso sincero, lo fa sentire a proprio agio.
Infatti, guardare una persona con maggior interesse comporta un dilazione
delle pupille che attribuisce al volto un’espressione più
attraente e più ricca di comunicabilità. Inoltre, chi non
sa sorridere non è in armonia con se stesso e tanto meno con il
prossimo.
Chi non
sa sorridere
non dovrebbe aprire bottega
La distanza corretta
tra due persone che parlano è quella di circa un metro e venti.
Variazioni sensibili in più o in meno di questa misura comportano
da parte di chi le subisce una situazione di disagio.
Per quanto riguarda la posizione del corpo è bene mantenere il
busto eretto e la testa protesa leggermente in avanti verso l’interlocutore.
Infatti l’atto di allungare il collo e di sporgere il viso verso
il cliente si traduce immediatamente in un segnale di interesse e di considerazione.
Una persona nei confronti dell’interlocutore può optare per
diverse orientazioni, ad esempio può disporsi di fronte, ad angolo
retto o con altri tipi di angolazione. Le posizioni frontali sono generalmente
conflittuali, quindi, nella vendita, l’ideale sarebbe stare di fianco
al cliente. Poiché il cliente è dietro una scrivania, questo
non è possibile e quindi è importante ammorbidire la posizione
frontale disponendosi, nel sedersi, con una certa angolazione nei confronti
del cliente.
Da non dimenticare è che il corpo di una persona mentre parla,
si muove e gesticola. Questi movimenti e questi gesti aiutano ad illustrare
ed a rafforzare il discorso, ma bisogna porre attenzione alla troppa gesticolazione
in quanto potrebbe dare effetto contrario, cioè distrarre ed indisporre
il cliente che ascolta. Inoltre troppa gesticolazione denota insicurezza
e scarsa fiducia nelle proprie capacità.
Per il raggiungimento della seconda base:
la presentazione professionale
Dopo aver conquistato la prima base, il potenziale cliente dovrebbe essere
pronto ad ascoltare le vostre spiegazioni. È qui che il bravo rappresentante
sfrutta al massimo il suo tempo.
Il peggior nemico di questa fase è la monotonia, perché
il cliente che si annoia non acquista. Infatti è molto improbabile
che il cliente che si è distratto ammetta di aver perso qualche
passaggio o il filo del discorso. È più facile che dica
che ci vuole ripensare, che al momento è a posto, che non è
interessato e via dicendo.
La disposizione delle parole deve essere quella che attribuisce alla frase
la massima chiarezza e precisione.
Chi non
capisce niente,
capisce meglio di chi capisce male
Eliminare pertanto tutte le parole
superflue che appesantiscono la frase inutilmente. Un linguaggio costituito
da parole facili e frasi brevi (che non superi 1516 parole) favorisce
la comunicazione. Il venditore, però, nell’eventualità
deve avere una buona conoscenza del vocabolario per non trovarsi in uno
stato di inferiorità con il cliente che ricorre a parole difficili
e poco usuali.
Per
illustrare e rendere più corretta un’idea, una dimensione,
una qualità è spesso efficace ricorrere ad una similitudine
con qualcosa che il cliente conosce bene. Non limitatevi a dire
che il prodotto è robusto, poco ingombrante, silenzioso,
morbido, raro… ma che è robusto come l’acciaio,
poco ingombrante come un rossetto, silenzioso come un pesce, morbido
come una carezza, raro come un quadrifoglio. |
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Non siamo
interessati
ad ascoltare ciò che non
siamo in grado di capire
Recenti ricerche affermano
che le persone percepiscono le informazioni tramite i sensi con
queste percentuali:
- attraverso l’udito
9%
- attraverso la vista 87%
- attraverso il tatto, il
gusto e l’olfatto 4%
Le percentuali sulla memorizzazione dei messaggi in relazione ai
sensi superiori (vista ed udito) sono le seguenti:
- 20% di ciò che
ascoltano
- 40% di ciò che
vedono
- 80%
di ciò che vedono e ascoltano contemporaneamente.
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Questi dati dovrebbero
far riflettere ed indurre i venditori a coinvolgere nella comunicazione
non solo l’udito del cliente, ma anche la sua vista. Inoltre, quando
la natura del prodotto lo consente, sarà opportuno per il rafforzamento
della comunicazione coinvolgere anche il gusto, l’olfatto ed il
tatto.
È da sottolineare che all’apparenza del venditore fa parte
anche il suo corredo. Presentare un depliant sporco e sgualcito, indicare
con una biro mordicchiata o con un dito dell’unghia nera un particolare
del prodotto è quanto di peggio per impressionare negativamente
il cliente.
Inoltre in molte situazioni di vendita al dettaglio, è possibile
avere l’opportunità di presentare diverse alternative dello
stesso prodotto, come ad esempio nel settore dell’abbigliamento.
In questo caso la capacità del buon venditore sta nel proporre
solo tre tipi di prodotto per volta, tenendo presente che prima di presentarne
un quarto bisogna eliminarne uno di quelli già visti. Da ricerche
risulta infatti che i clienti scelgono con facilità tra tre prodotti,
mentre, in presenza di un numero maggiore restano confusi.
Per il raggiungimento della terza base:
il processo di problemsolving
I clienti acquistano prodotti e servizi per risolvere i loro bisogni ed
accrescere la propria posizione.
Il bisogno è uno stato di insoddisfazione che
può essere latente, quando non è percepito
in modo così forte e chiaro da farci desiderare di soddisfarlo,
o palese quando è avvertito in modo così
forte e chiaro da indurre alla sua soddisfazione. Inoltre, il bisogno
può essere emozionale quando prende vita dai sentimenti,
o razionale quando è suscitato dalla ragione.
Il venditore può intervenire in modo decisivo nel processo dell’acquisto
del cliente con una presentazione efficace di ciò che gli propone.
Le argomentazioni di vendita sono credibili quando appoggiano sulle caratteristiche
del prodotto o del servizio, in quanto esse lo descrivono nei suoi aspetti
concreti. Bisogna tener presente però che non è sufficiente
illustrare le caratteristiche, esse vanno integrate con i vantaggi. La
soddisfazione dei bisogni tramite la presentazione di vantaggi è
la forza persuasiva del messaggio di vendita. Le caratteristiche rendono
credibili i vantaggi, i quali fanno fronte ai bisogni motivando il cliente
all’acquisto.

Inoltre le domande sono il mezzo indispensabile per acquisire
informazioni sul cliente e conoscere in modo approfondito lo scenario
in cui si svolge la sua attività. Quest’ultime non solo aiutano
il venditore, che riesce così facendo ad individuare gli interessi
del potenziale cliente, ma anche l’acquirente, che viene a conoscenza
dell’utilità e dell’opportunità che il venditore
gli sta offrendo. Bisogna fare attenzione però alle domande che
possono risultare nocive ai fini della vendita ed incrinare il rapporto
con il cliente.
Il venditore deve
astenersene nel modo più assoluto alle seguenti domande:
- domande negative,
denotano insicurezza e facilitano risposte altrettanto negative:
“Non le piace questo sistema?” “Non le va bene,
se vengo martedì?” “Non è d’accordo?”;
- domande offensive,
fanno trapelare qualche dubbio sull’intelligenza dell’interlocutore:
“è chiaro anche a lei?”
- domande
che generano cattive impressioni, “Vuole che sia
sincero?” “Vuole che dica la verità?”
“Vuole che sia onesto con lei?”
Fatta questa premessa,
dobbiamo dire che le domande sono il mezzo indispensabile per:
- ridurre il pericolo di
possibili malintesi;
- mantenere “viva”
la conversazione;
- mettere in luce la preparazione
da vero professionista nel campo del venditore;
- controllare una supposizione;
- costringere il cliente
ad esprimere una propria opinione;
- concludere la vendita;
- influenzare la risposta.
|
.
La soddisfazione
del cliente è un must!
Arrivo alle casa base: come concludere la
vendita
La conclusione
della trattativa di vendita è la logica conseguenza di tutte le
azioni svolte precedentemente. Per poter procedere, è opportuno
seguire i seguenti quattro principi:
- primo
principio: mantenere costantemente un atteggiamento fiducioso
e positivo sull’esito della trattativa nei confronti del cliente
e di ogni sua possibile reazione. Infatti, assumere un atteggiamento
sfiduciato di fronte alle resistenze ed alle obiezioni del cliente,
che del resto fanno parte del gioco, è una debolezza psicologica,
che fa perdere inutilmente la vendita.
- secondo
principio: tenere sotto controllo e cominciare immediatamente
l’azione di chiusura di fronte ad eventuali segnali di acquisto
verbali e non verbali che il cliente potrebbe manifestare:
| Esempi
di segnali verbali |
Esempi
di segnali non verbali |
| “Che tipo
di garanzia offrite?” |
Esamina e riesamina
la merce. |
| “Quali altri
colori avete?” |
Legge il contratto. |
| “Posso pagarla
in due anni, invece che in uno?” |
La dilatazione
delle pupille mentre c’è contatto visivo. |
-
terzo
principio: tentare sempre di vendere, poiché il venditore
che non fa alcun tentativo e si licenzia dal cliente senza aver nulla
concluso ha lavorato per la concorrenza. Ha invogliato, magari, il
cliente a fare un certo acquisto, ma solo invogliato…voglia
che verrà soddisfatta, con molte probabilità, da un
concorrente. I tentativi di conclusione possono diventare anche numerosi,
tanti quante possono essere le obiezioni sollevate dall’acquirente
per rifiutare l’acquisto. Con questo non s’intende dire
di sottoporre il cliente ad una aggressione, che sarebbe del tutto
negativa e controproducente, ma è anche sbagliato non tentare
di concludere ed arrendersi alla minima resistenza. Chiedere può
presupporre l’antipatica situazione di trovarsi di fronte ad
un rifiuto… ma bisogna tentare!
-
quarto
principio: tentare di limitare il più possibile l’eventualità
di un rifiuto offrendo un’alternativa, cioè due possibilità
positive. Infatti, una sola ed unica proposta rischia di essere rifiutata
con maggior facilità, quindi tenteremo offrendo delle alternative
che possono riguardare gli aspetti più disparati della trattativa,
come per esempio: il modello, il colore, le prestazioni, gli accessori…
In questa fase è importante riassumere i vantaggi e introdurre
gli accordi finanziari in modo deciso, per esempio dicendo “Sembra
che lei abbia trovato la soluzione migliore per il suo problema. Perché
tergiversare?” ed infine puntare alla meta e quindi chiedere
l’eventuale conclusione del contratto.
ALCUNE
SITUAZIONI DIFFICILI
Ci sono delle situazioni in cui la conclusione può sembrare
particolarmente lontana perché i clienti rimangono silenziosi,
non fanno domande, non muovono obiezioni e l’unico segnale
che trasmettono è quello di grande perplessità. È
molto importante capire a che cosa è dovuto questo comportamento
e saper reagire in modo appropriato. In queste situazioni il venditore
deve anzitutto, ponendo delle domande, far manifestare ai clienti
il loro dilemma. Successivamente il venditore può:
- concedere
un “qualcosa in più” di personalizzato
al cliente. La concessione può riguardare:
- l’omaggio di
un accessorio;
- il materiale di consumo;
- le spese di consegna;
- l’estensione
della garanzia;
- un periodo di prova;
quando ciò è permesso dalla politica aziendale
consente di effettuare con molte probabilità la vendita
alla scadenza di detto periodo, poiché il cliente nel
frattempo si sarà abituato ai vantaggi offerti dalla
disponibilità del prodotto e non vorrà disfarsene.
- citare le referenze
di nomi prestigiosi del loro stesso settore (esempio: “Aziende
come la Fantelli e la Rima hanno scelto il tipo Lux”).
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IL
CONGEDO
Il congedo deve essere l’elegante suggello di tutte le azioni
svolte. È un momento importantissimo della trattativa di
vendita perché con il congedo si può rafforzare al
massimo l’impressione favorevole del cliente e favorire la
sua predisposizione psicologica ad acquistare sempre da noi. Ecco
i comportamenti corretti dopo la conclusione dell’atto di
vendita.
Se
il cliente ha acquistato:
- non lasciarsi
sfuggire un lampo di trionfo negli occhi facendo sentire il cliente
un perdente, perché questo trionfalismo potrebbe essere
la causa di un’amara sconfitta;
- non trattenersi
troppo o troppo poco. Se vi trattenere troppo mostrate poco rispetto
del vostro tempo e anche di quello del cliente; se vi trattenete
troppo poco date l’impressione che, una volta raggiunto
il vostro scopo, del cliente non v’interessa poi tanto.
Dopo la conclusione della trattativa dovete trattenervi il tempo
necessario per ribadire la validità dell’acquisto
fatto dal cliente. Ad esempio dcendo: “Constaterà
con grande soddisfazione i risultati che otterrà con questa
macchina!”, “Con il nostro servizio si è liberato
un gran numero di problemi!”.
Queste affermazioni
fatte dopo la firma dell’ordine sono molto gradite perché
rassicuranti.
Tra la conclusione ed il congedo ci deve essere sempre, con un cliente
nuovo, un’ulteriore azione informativa su tutto ciò
che l’azienda rappresentata dal venditore può fornire.
Questo allo scopo di preparare il terreno per vendite di ulteriori
prodotti e per evitare magari di sentirsi dire alla visita successiva:
“Se avessi saputo che anche la sua azienda tratta questo articolo,
lo avrei preso da lei”.
Se il cliente non ha acquistato
- mantenere
lo stesso comportamento gentile nel congedarsi, salutate il cliente
con un sorriso cordiale e ringraziatelo per l’attenzione
che vi ha dedicato.
Non avete
venduto, ma con molte probabilità con un’ulteriore
visita riuscirete a farvi passare un ordine, perché il vostro
modo di essere e di fare saranno stati apprezzati. Da qui deriva
l’importanza delle visite di prospezione, dove il venditore
deve sviluppare il portafoglio clienti esistente e conquistare nuovi
clienti.
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