Nel libro L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla scuola il lettore vivrà molte vite diverse, verrà coinvolto e si appassionerà del modo in cui l’autore legge la scuola: un modo innovativo, certo, ma assolutamente doveroso per tornare a considerarla luogo di relazioni vere.
La scuola non deve trovare pochi talenti tra tanti studenti, ma deve scoprire il talento insito in ogni ragazzo: ognuno è portato per qualcosa e se quel qualcosa esula dalle materie scolastiche, dev’essere coltivato e motivato ugualmente.
Il sogno dell’autore non è impossibile, anzi necessario per la sopravvivenza del nostro Paese.
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla scuola: perché questo titolo?
“Ho scritto il libro pensando che il lettore, sia esso papà o mamma, studente o professore, dirigente scolastico o politico, possa trarre da un lato utili spunti di riflessione educativa e dall’altro favorire la presa di coscienza civica sull’importanza della scuola per il futuro della nazione. Il titolo è provocatorio e intende porre l’attenzione sui temi della scuola e si fonda sull’esperienza che ho maturato in prima persona sia come dirigente scolastico che come insegnante.
In un crescendo di episodi il libro si sviluppa su tematiche in apparenza casuali e affronta i temi della fiducia, dell’accoglienza, del risveglio, del bene, dell’alleanza scuola-famiglia.
La conclusione del libro con la domanda degli studenti rivolta ai loro professori racchiude in sé la sfida che il libro vuole suscitare: dare la possibilità agli adulti di rispondere in modo convincente e duraturo alle giovani generazioni aprendo una riflessione sul cambio di paradigma costituzionale: cosa succederebbe se la Repubblica fosse fondata sulla scuola?”
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